Comunicato ANPRI – ISTAT, non c’è modernizzazione senza valorizzazione

 

NON C’È MODERNIZZAZIONE SENZA VALORIZZAZIONE

 

Comunicato del 25 Novembre 2015

L’ANPRI ha rappresentato nelle varie riunioni con l’amministrazione la pesante situazione che si è venuta a creare negli ultimi anni con il blocco della contrattazione e le reiterate limitazioni al turn-over dei ricercatori e tecnologi. L’ANPRI ha chiesto all’amministrazione di garantire lo sviluppo professionale di tutti i ricercatori e tecnologi che da troppo tempo vivono in uno “stato di sofferenza”, indicando prospettive e tempi certi, delineando percorsi di carriera per tutti e assicurando la piena valorizzazione delle professionalità. Una particolare attenzione è stata richiesta per le problematiche peculiari dei ricercatori e tecnologi che lavorano nella Direzione Generale, i quali , poiché subordinati dal punto di vista organizzativo alla dirigenza amministrativa, non hanno prospettive di carriera. Ma le risposte su molti aspetti non arrivano mai. Il dilazionarsi dei tempi da parte dell’amministrazione su molti fronti e il suo temporeggiare su tutto sta creando una situazione di insopportabile stallo. Sul fronte riorganizzazione tutto tace e la mancata nomina del Consiglio è diventato un fermo biologico ad oltranza. l’ANPRI intende nuovamente sollecitare l’amministrazione ad affrontare le principali criticità, proponendo possibili vie da percorrere per uscire dall’impasse attuale. Alcune soluzioni infatti sono praticabili da subito, altre vanno “costruite” anche nella prospettiva della nuova tornata contrattuale.

I ricercatori e i tecnologi chiedono all’amministrazione un cambio di registro, un riscontro dell’effettiva volontà di affrontare i problemi, nella consapevolezza che una organizzazione “sana” non può prescindere da un adeguato riconoscimento delle competenze e delle professionalità. Non ci può essere modernizzazione senza valorizzazione.

 

Le anomale permanenze

Lo stallo delle progressioni di carriera ha comportato un invecchiamento del personale di ruolo nel profilo di Ricercatore e Tecnologo. Il 63% dei Dirigenti di ricerca ha più di 55 anni, il 20% più di 60. Il 45% dei primi ricercatori ha più di 50 anni, l’80% dei ricercatori di ruolo è tra 40 è 50 anni. Si rileva una situazione diffusa di anomala permanenza nei livelli III e II: il 23 % tanto dei ricercatori che dei primi ricercatori permane nel rispettivo livello da almeno 12 anni, il 19% dei ricercatori addirittura da 16 anni o più. Il 39% dei primi tecnologi è fermo da 12 anni o più!!!

 

Le difficoltà nell’accesso ai profili di ricercatore e tecnologo, precariato e sotto inquadramento

”L’invecchiamento” dei ricercatori e tecnologi è accentuato anche dal blocco dei concorsi per l’accesso. Le severe limitazioni al turn over disposte negli ultimi anni hanno causato grandi difficoltà impedendo l’immissione in ruolo di nuove leve. I giovani sono più rappresentati nel personale precario dove molti sono “sotto inquadrati”.

Si è venuto così a determinare un diffuso mismatch tra competenze e qualifica che l’ANPRI vuole portare all’attenzione dell’Amministrazione, raccogliendo le istanze del personale laureato impiegato come collaboratore.

Il perdurare del fenomeno del precariato sta comportando inoltre un innalzamento dell’età media anche del personale assunto a tempo determinato. Hanno 36 anni o più il 79% dei ricercatori e tecnologi e il 53% del personale CTER di VI livello assunti a tempo determinato. Non giovanissimi dunque, ma adulti che hanno completato il percorso di studi da almeno un decennio, e che da anni apportano un contributo di rilievo all’attività dell’Istituto.

Si chiede pertanto di:

  • applicare la procedura prevista per i R&T dall’ex art. 15 e scorrere le liste di idonei nelle graduatorie ancora in vigore, sulla base di criteri trasparenti, anche come strumento per sanare parte delle “anomale permanenze”;
  • prevedere nell’ambito della programmazione triennale risorse per bandire procedure concorsuali con una riserva del 50% dei posti per gli interni, nell’ottica di ridurre il precariato e il sotto inquadramento;
  • avviare la procedura per l’anticipazione del passaggio di fascia dei ricercatori e tecnologi la cui prima e unica attuazione risale al 2010 (art.8 del CCNL 2002-2005);
  • riequilibrare la pianta organica ai fabbisogni richiesti per un vero rilancio della funzione statistica e per l’evoluzione dell’attività di ricerca auspicata con la modernizzazione.

Ciò premesso, chiediamo che tutte le istanze rappresentate costituiscano oggetto di una specifica riflessione tra l’Amministrazione e le OO.SS., anche in vista della futura riorganizzazione.

 

ANPRI – ISTAT