Comunicato del 15 giugno 2016. Inguscio si mette in aspettativa e fa ritirare la modifica allo Statuto

Inguscio CNRLa proposta, formalmente avanzata dal Direttore Generale f.f., di apportare modifiche “correttive” allo Statuto del CNR al fine di eliminare l’obbligo per il Presidente di mettersi in aspettativa “se professore o ricercatore universitario” è stata ritirata in apertura della riunione di ieri del Consiglio di Amministrazione.

Accogliamo con soddisfazione il ritiro della proposta di modifica statutaria, contro la quale l’ANPRI si è duramente espressa con i Comunicati del 9 giugno e del 13 giugno, ritiro che conferma quanto da noi subito sostenuto, ossia che la norma statutaria in questione non era e non è assolutamente illegittima e che la modifica era stata proposta solo allo scopo di consentire al presidente Inguscio di continuare a fare il doppio mestiere di Presidente del CNR e di professore all’Università di Firenze.

Doppio mestiere che Inguscio sembra aver ufficialmente svolto per oltre tre mesi dal suo insediamento al CNR, essendo stato messo in aspettativa dell’Università di Firenze solo a decorrere dal 1° giugno scorso, con provvedimento del Rettore del 10 giugno, il giorno immediatamente successivo al nostro primo ComunicatoInguscio: un Presidente part-time in violazione dello Statuto?”. Il ritardo dell’aspettativa sarebbe dovuto alla “necessità” che Inguscio completasse il corso di “Atomi ultrafreddi”, le cui lezioni, però, come da calendario ufficiale, sono iniziate il 1° marzo scorso, ossia 10 giorni dopo la sua nomina a Presidente del CNR, e non si sono concluse il 1° giugno ma termineranno solo dopodomani, 17 giugno.

La suggestiva (e altruistica) ipotesi che Inguscio abbia tardato a mettersi in aspettativa solo per evitare che l’Università di Firenze dovesse riprogrammare il corso di “Atomi ultrafreddi” sembra essere smentita anche dal fatto che Inguscio, il 17 maggio scorso, ossia ben tre mesi dopo la nomina a Presidente del CNR, risultasse tra gli eleggibili alla carica di Direttore del Dipartimento di Fisica e Astronomia dell’Università di Firenze per il quadriennio accademico 2016-2020, elezioni indette dallo stesso Inguscio (in qualità di ordinario decano) e previste per il prossimo 5 luglio. Per essere eletti alla carica di Direttore del Dipartimento, come specificato sul Decreto stesso di indizione delle elezioni, bisogna essere “Professore Ordinario a tempo pieno afferente al Dipartimento, con i requisiti necessari ad assicurare una permanenza in servizio pari alla durata del mandato di quattro anni accademici” o essere “professore ordinario a tempo definito, che prima della nomina provveda a optare per il regime di impegno a tempo pieno”. Ciò fa supporre che il 17 maggio scorso Inguscio contava di rimanere professore universitario a tempo pieno e di essere in grado di assicurare la sua permanenza in servizio presso l’Università di Firenze almeno fino alla fine dell’anno accademico 2019-2020!

Tutto bene ciò che finisce bene? Difficile dirlo, perché è soprattutto grazie alla nostro tempestivo intervento che Inguscio ha dovuto fare dietrofront. Resta il fatto che il CNR ha come massimo rappresentante uno scienziato che per mesi ha svolto part time il suo ruolo di Presidente, in palese violazione dello Statuto dell’Ente. È bene che il CNR torni a funzionare in modo trasparente e conforme alle leggi vigenti, e non secondo le convenienze di chi – pro tempore – lo dirige.

Non è certo questa l’autonomia garantita dall’articolo 33 della Costituzione!

Gianpaolo Pulcini

Segretario Nazionale, Responsabile CNR

 

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